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PRESTAZIONI PER BAMBINI

Ecocardiogramma e E.C.G pediatrico

Ecocardiogramma

L’ecocardiogramma transtoracico (ETT) o ecografia cardiaca in età pediatrica è un esame non invasivo e non doloroso che si avvale della tecnologia degli ultrasuoni per visualizzare l’anatomia del cuore e la sua funzionalità. 

Permette, infatti, di verificare la struttura cardiaca nel suo complesso, analizzando velocità e pressione del flusso sanguigno e le condizioni degli atri e dei ventricoli che, contraendosi, consentono al sangue di passare nelle arterie -spiega la dottoressa Colella-. Nei piccoli pazienti è un esame fondamentale per la diagnosi di: 

Quando è utile effettuare l’esame 

“L’ecocardiogramma è un esame di secondo livello che si rende cioè necessario qualora da una visita specialistica cardiologica emergano soffi al cuore di dubbia natura o altri sintomi sospetti per cardiopatia. Non è un esame da effettuarsi come screening su tutti i bambini. È il cardiologo che, confermato il sospetto di cardiopatia, effettuerà un ecocardiogramma”. 

Tramite l’ecocardiogramma si possono individuare:

  • problemi alle valvole cardiache;
  • cardiomiopatie, consistenti nell’ispessimento o nell’espansione delle pareti cardiache;
  • endocarditi, infiammazioni delle pareti interne del cuore o delle valvole cardiache.

Come si effettua 

“L’esame avviene a torace scoperto, sdraiati su un lettino e ha una durata di circa 30-40 minuti. Dopo l’indagine è possibile tornare subito a casa. 

Dei piccoli sensori a ventosa, chiamati elettrodi, vengono appoggiati esternamente al torace e trasmettono al cuore onde sonore ad alta frequenza generando degli echi che vengono trasformati in una immagine sul monitor. È assolutamente una metodologia non nociva.
Le sonde dell’ecocardio sono ricoperte da un gel freddo, acquoso e inodore che facilita la trasmissione delle onde sonore. Concluso l’esame tale liquido viene rimosso facilmente con della carta. Durante l’esecuzione dell’esame, le onde sonore generate dalla sonda producono un fruscio, perfettamente normale, che corrisponde al suono amplificato del flusso sanguigno che attraversa il cuore ed è captato dalla sonda. 


Elettrocardiogramma pediatrico


L’elettrocardiogramma (ECG) è un esame rapido, economico e di facile esecuzione, ma a volte di complessa interpretazione, insostituibile nel sospetto di aritmie, eventi ischemici e pericarditi. Dovrebbe essere considerato un esame “semplice”, utile nella pratica quotidiana per dirimere dubbi clinici e non come ulteriore “complicazione” e fonte di nuove preoccupazioni per il medico. L’ECG deve essere visto non come un esame fine a se stesso, ma come strumento in grado di aggiungere informazioni alla storia clinica e all’esame obiettivo, un ulteriore punto di vista per approfondire l’inquadramento generale del paziente.

Come si svolge?

Vengono applicati degli elettrodi in alcuni punti del corpo del paziente. L’attività del cuore produce delle vere e proprie scariche elettriche che attraverso gli elettrodi vengono trasmesse a una macchina (elettrocardiografo). L’elettrocardiografo traduce questa attività in un grafico prodotto in tempo reale su un rotolo di carta in movimento. Per l’elettrocardiogramma pediatrico è consigliata la presenza del genitore per tutta la durata dell’esame, al fine di mantenere calmo e fermo il bambino.

Quando è utile?

L’esame serve per approfondire determinate condizioni che potrebbero presagire problemi cardiaci futuri. Alcune di queste sono:

  • Ischemia
  • Disturbi della condizione
  • Cuore ingrossato
  • Pericardite
  • Basso livello di elettroliti (sodio, potassio, magnesio, calcio)
  • Pericardite
  • Soffi cardiaci

Quanto dura?

L’elettrocardiogramma dura solitamente pochi minuti.

POTENZIAMENTO COGNITIVO E NEURORIABILITAZIONE SECONDO METODOLOGIA FEURESTAIN:

Ogni bambino, ogni ragazzo, ogni individuo, interiorizza, elabora e struttura le informazioni che acquisisce dall’ambiente, con tempi, procedure e accorgimenti personali. L’apprendimento infatti è il risultato dell’interazione di elementi concomitanti e differisce in ogni persona, così come l’intelligenza non è un elemento biologico immutabile, ma è un elemento dinamico, plasmabile che può essere potenziato, sviluppato e sollecitato.

Il potenziamento cognitivo, svolto principalmente attraverso il metodo Feuerstein, parte proprio dal presupposto che la mente sia un’entità dinamica e quindi modificabile. Scopo principale è rendere il bambino consapevole dei processi che mette in atto, sia quando risolve dei problemi, sia quando pensa.

Il metodo, per essere efficace, prevede una mediazione e porta, se stimolato correttamente, ad una vera e propria modificazione strutturale del cervello umano, in quanto entità dinamica.

Il potenziamento cognitivo è fondamentale anche per l’allenamento dell’attenzione.

Punti di partenza del metodo Feuerstein sono la consapevolezza della propria modalità di apprendimento e la convinzione che esista sempre un gap fra le proprie potenzialità e la loro espressione. Ci sono sempre risorse latenti che aspettano solo di essere attivate. Da qui prende spunto la teoria della modificabilità cognitiva strutturale. Secondo Feuerstein si può “insegnare ad imparare, imparare ad imparare” attraverso l’educazione cognitiva.

Il metodo di Feuerstein si fonda sulla riprogrammazione cognitiva del soggetto. Attraverso questo metodo si aiutano i ragazzi con problemi cognitivi, di apprendimento, di attenzione, di comportamento, di relazione, a migliorare, controllare e sollecitare le proprie competenze.

Si lavora sulle capacità deduttive, sulle abitudini cognitive, sulla comprensione, sulla capacità di orientamento, sull’analogia, sulle capacità di organizzare processi sempre più complessi.

Fondamentale in questo processo è la mediazione, supportata da un ambiente favorevole, da una spiccata sensibilità all’ascolto, dalla capacità di individuare i punti di forza e debolezza del soggetto, rispettando il suo stile cognitivo. Il metodo di Feuerstein privilegia la riflessione sui processi mentali, piuttosto che la trasmissione di contenuti.

Si utilizza un approccio prettamente cognitivo proposto a tutti i bambini – in età prescolare attraverso il BASIC e in età scolare con gli strumenti più adatti all’età del ragazzo – che presentano difficoltà nei seguenti ambiti: apprendimento, attenzione, carenza nel controllo dell’impulsività, relazione.
Si forniscono strategie di apprendimento e di problem solving utilizzando strumenti diversificati che vanno a stimolare le funzioni cognitive carenti.

Il  metodo Feuerstein si basa su alcuni presupposti teorici fondamentali, primo fra tutti che l’intelligenza non è un fattore predeterminato e stabile, ma un’entità plastica, dinamica e modificabile a tutte le età e in tutte le fasi dello sviluppo. Secondo questo principio ogni persona può migliorare sempre le proprie prestazioni, tanto più in situazioni di deficit o di difficoltà. In quest’ottica i cosiddetti “problemi a scuola” non vanno considerati come “inevitabili”, ma come qualcosa su cui si può lavorare, affinché la persona impari a usare le strategie più efficaci per lei.   Gli applicatori formati al metodo Feuerstein, sono guidati dalla convinzione che in ogni  situazione l’individuo sia modificabile sul piano cognitivo e possa attivare risorse ancora inespresse, sviluppando creatività e flessibilità verso un funzionamento cognitivo sempre più autonomo. Ciò che conta, e siamo al secondo pilastro della teoria di Feuerstein, è che l’individuo non venga lasciata da solo in questo percorso, ma che nel processo di cambiamento venga guidato intenzionalmente da una figura preparata,  che intervenga selezionando e organizzando le esperienze e gli stimoli più idonei, assumendo l’ irrinunciabile funzione di mediazione. L’intelligenza è qualcosa che si insegna.